Alla Fine dell'Europa Cabo de São Vicente_luogolungo_17 (1)

Alla Fine dell’Europa Cabo de São Vicente

Se si viaggia in Algarve da Est verso Ovest la corsa non può che finire a Cabo de São Vicente. L’estremità più occidentale di tutta l’Europa. Da Lagos a Sagres sono una trentina di chilomentri da percorrere sulla N125.

In questo tratto il panorama si trasforma. Diventa leggermente brullo e maggiormente solitario. Le uscite portano verso paesini formati da gruppetti di case bianche, immancabile la chiesa ed il mini cimitero incorporato.

Cabo de São Vicente e Fortaleza de Sagres Punti d’Interesse a Sagres_luogolungo_11

Cabo de São Vicente : Una gita da LAGOS

Questa è stata, per me e l’inglesino, una tappa diversa da come l’avevamo immaginata. Cercavamo vento e panorami con onde giganti ed invece abbiamo trovato sole in picchiata e mare piatto!

La vista dall’alto, dalle scogliere, ha mostrato un mare di un blu intensissimo. Onde medie che si infrangevano con stile su crostoni di rocccia che da bianco latte degradano nei colori dell’arancio e del rosso.

In lontanza, nel mare, si intravedevano molti surfisti appollaiati sulle loro tavole in attesa, invano, di onde da domare. Del resto questo è il punto dove ha inizio una delle coste portoghesi più amate dai surfisti: la Costa Vicentina.

Punti d’Interesse a Sagres

In questa punta estrema del Portogallo, due sono le cose da vedere :

    • Il Faro di Cabo de São Vicente e
  • L’antica Fortaleza de Sagres che si trova su un promontorio proteso nell’Oceano Atlantico.

Faro di Cabo de São Vicente

Il Faro sorge su un promontorio non lontano da Sagres. Porta il nome di un santo spagnolo, San Vincenzo, i cui resti sono stati trovati proprio qui tra le scogliere.

Algarve_Capo San Vincenzo_luogolungo

Oggi il FARO è alto circa 24 metri. Sorge su un vecchio sito dove prima vi era un convento francescano che è stato distrutto durante un violento terremoto, nel 1755.

Non capirò mai perché i conventi sorgono sempre in posti ultra panoramici e di questo, in particolare, ti chiedi, che facevano i monaci qui? mah!

Quando arriviamo c’è un via vai di macchine che ci indica quanto sia turistico il luogo e che lo rende meno solitario di quanto si vorrebbe. Il Faro lo si vede meglio dalla scogliera che da vicino. Non è possibile visitarlo. Ho letto che il guardiano qualche volta fa entrare, ma noi non siamo stati fortunati. ( leggi qui ).

Su questa scogliera a picco sull’Oceano non è tanto il faro ad attrammi, ma quello strano sentimento che mi sento salire dentro. Gli occhi catturano la maestosità della natura ed il pensiero va dietro nel tempo. Ti crei una scena nella testa e vedi tutti quei marinai, avventurieri, che da questo promontorio sono partiti inoltrandosi in un blu sconosciuto e forse guardando indietro, verso il faro, hanno recitato in silenzio ciascuno la propria preghiera di ritornare vivi dai loro cari.

Fortaleza de Sagres

La  visita alla Fortezza di Sagres è da consigliare nelle giornate temperate e poco ventose perchè varcate le mure e l’imponente arco d’ingresso, ci si rende conto che, quest’ultime, sono le uniche parti dell’edificio originale che si sono conservate nel tempo.

Tutto il resto è un percorso sui bastioni rupestri e qualche cannone che permette di inoltrarsi sull’Oceano ad ammirare da Ovest a Est tutta la costa frastagliata ed una flora e fauna che nonostante il forte vento cercano di sopravvivere aggrappandosi alla roccia.

Un pò di storia di Fortaleza de Sagres

Il Forte di Sagres risale al XV secolo. Venne costruito a scopo difensivo poichè questo tratto di costa portoghese si trova sia in prossimità del Mediterraneo sia in prossimità alle coste africane.

Come si può facilmente immaginare questa è stata sempre una costa contesa. Soggetta sia alle incursioni dei pirati, che dagli inglesi e dai mori provenienti dalle vicine sponde del Nord Africa.

Fortaleza de Sagres fu costruita da Enrico il Navigatore, infante di Portogallo. Egli trascorse molto del suo tempo qui a studiare la rotta per dirigersi verso le Azzorre e le vaste zone della costa africana.

Purtoppo Enrico il Navigatore fu anche colui il quale cominciò il commercio degli schiavi sulle rotte dell’Atlantico. Una testimonianza di questo riprovevole commercio è a Lagos: l’edificio del Mercado de Escravos.  Riconvertito poi convertito in uffico doganale.

Anni dopo la morte di Enrico il Navigatore il forte fu requisito dal corsaro inglese Francis Drake. Successivamente, nel 1755, fu devastato dallo tsunami venutosi a formare dopo la fortissima scossa di terremoto e parte della falesia precipitò in mare.

PIRATI e CORSARI

In questo luogo mentre si cammina tra cielo e mare è facile immergersi nei pensieri e rievocare le scorribande dei PIRATI e CORSARI che hanno infestato questi mari.

Nel XVI e all’inizio del XVII secolo, il governo inglese usava i corsari per attaccare flotte di tesori spagnoli e portoghesi.

Eroi inglesi come Drake, Frobisher, Hawkins, Raleigh e Grenville erano tutti i corsari che agivano per conto del governo – a tutto vantaggio della regina Elizabeth I.

Spesso, naturalmente, fuori dalla vista delle autorità, molte delle loro attività confinavano con la pirateria.

La differenza tra pirati e corsari era molto labile: i PIRATI attaccavano qualsiasi nave pur di ottenere un profitto. I CORSARI, invece, attacavano le navi con il benestare del governo attraverso una vera e propria lettera di rappresentanza.

Lo scopo del corsaro era quello di attaccare la “spedizione commerciale” del nemico, con il permesso nella Lettera del sovrano. Vendere il carico e la nave e riscattare i prigionieri o venderli in schiavitù.

La porta d’ingresso verso il Mediterraneo

A quell’epoca è facile immaginare come le coste dell’Algarve fossero contese dai Portoghesi, dai Mori e dagli Inglesi visto che era, non solo la porta d’ingresso verso il Mediterraneo, ma rappresentava l’ultimo porto prima del continente africano.

Punti d’Interesse a Sagres_ Fortaleza de Sagres_luogolungo_1

Un pensiero romantico mi assale quando penso al forte come sede di una scuola navale. Ancora visibile è  l’enorme e singolare ” rosa dei venti” disegnata sulla terra.  Ed in quest sapazio immenso unica sopravvissuta e poi restaurata la piccola cappella: Nossa Senhora da Graca che all’nterno conserva raffigurazioni di San Vincenzo.

Dopo una lunga passeggiata sotto il sole torniamo a Lagos e lungo il traggitto ci fermiamo all’ Intermache nei pressi di Budens. Consiglio di assaggiare l’eclaire alla crema di caffè per fare un salto in Francia . Ottimo !


seguimi anche su instagram


Le foto sono state scattate da me . Non posso essere utilizzate se non dietro autorizzazione.  Seguimi su Picfair


31 risposte

Aggiungi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.