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On the Road Bosnia Trebinje

On the Road di 2 giorni in Bosnia-Erzegovina : TREBINJE

Abbiamo fatto una deviazione di circa 300 Km. Una notte a Mostar e 2 giorni sulle strade bosniache fermandoci a: TREBINJE, MOSTAR, MEDUGORJE, KRAVICA, MOGORJELO.

Da Dubrovnik sei così vicino a Mostar che non riesci a non pensare che ci devi andare. Così che al nostro On the road in Croazia abbiamo aggiunto un piccolo pezzetto della Bosnia-Erzegovina ( BIH)

Volevo proprio vederla la Bosnia-Erzegovina. Un territorio incastonato tra le montagne, ricco di acqua, una nazione confine, tra un Est che vuole essere Ovest, ed un Ovest che non rinnega il suo essere Ovest.

Non so cosa mi aspettavo varcando il confine della BIH

Ricordo i telegiornali dei primi anni ’90. Ci raccontavano della guerra a Sarajevo. Ero all’ Università. In quegli anni c’era ancora la leva obbligatoria e ricordo amici che stavano assolvendo al servizio militare , che vivevano con il terrore di dover partire.

Allora non ho neanche provato a capire le ragioni, non ho mai sentito la necessità di approfondire.

La guerra, per me, è una qualsiasi guerra, è una falsa ragione per chi vuol essere un presuntuoso generale di una vita che è la stessa per tutti, senza pensare che comunque ha una fine. 

Nel 2012, ho visto il film di Sergio CastellittoVenuto al Mondo sono rimasta basita dalla rappresentazione di una storia così drammaticamente intensa che era frutto di orrori realmente accaduti.

Devo dire che ho evitato di associare la storia raccontata dal film con la realtà accaduta, non perchè mi impressiono facilmente, ma perchè non ho mai capito la guerra dei Balcani.

Ho letto da qualche parte che osservare le cose dall’esterno non ti permette mai di cogliere i tanti pensieri delle persone coinvolte. Dall’interno, invece, non riesci che ad osservare i tuoi pensieri e difficilmente ci si riesce a mettere nei panni dell’altro e così che le incomprensioni si amplificano.

Nei giorni precedenti, prima di varcare il confine, non riuscivo ad immaginare come potesse essere visivamente il paesaggio della Bosnia-Erzegovina, cosa c’era in quel territorio che valesse una guerra?

Il nostro viaggio prevedeva un’unica tappa a Mostar, per poi ritornare, in tempi brevi, al mare della Croazia. Alla fine abbiamo sostato in vari luoghi e ci siamo fermati ancora perché il panorama ed i paesi lungo la strada non lasciano indifferenti alla curiosità ed alla voglia di approfondire.

Prima di varcare il confine con la Bosnia-Erzegovina non riuscivo a rispondere ad una domanda che mi frullava nella testa : un territorio cambia le proprie sembianze dopo una guerra? E noi che siamo solo di passaggio cosa porteremo a casa? La risposta non è scontata,e anche dopo non lo è.

Al ritorno del viaggio l’unica risposta possibile è che un viaggiatore deve rimanere tale, non può capire e giudicare ciò che non ha vissuto.

Chi viaggia, in Bosnia-Erzegovina o in qualsiasi altro luogo dove c’è stata una guerra, deve limitarsi a fare un giro per le strade, ammirare le montagne , gli spazi infiniti , ammirare le architetture delle città, guardare i volti della gente, i buchi nei palazzi per sentire vergogna in quanto appartenenti al genere umano e poi tornare a casa.

È vero, però, che al ritorno da un paese come la Bosnia-Erzegovina non si rimane indifferenti.

Si ritorna con la voglia di approfondire le vicende politiche che sono talmente vive che non sono neanche ancora scritte sui libri di storia.

Andare in Bosnia-Erzegovina mi è servito per rileggere la storia politica del ex-Jugoslavia  riguardare qualche cronaca di quegli anni e continuare a non trovare un senso a quell’illusione di onnipotenza e superiorità che alcuni sentono di avere sugli altri. Bisogna solo sperare che non accada mai più.

Oggi i circa 25 anni dalla fine del conflitto sono ancora troppo pochi per dimenticare, il paese deve essere ancora, in parte, ricostruito. Le tracce sono evidenti in strada, sugli edifici, nei visi delle persone che immagino non amano parlare di cosa gli è successo.

Oggi la nazione Bosnia-Erzegovina ha 2 entità socio – politiche : la “Repubblica Serba” e la “Federazione di Bosnia ed Erzegovina”, una separazione che a mio avviso non fa crescere.

Leggo che il sistema scolastico prevede “ due scuole sotto un unico tetto”; i programmi scolastici sono differenti in base l’etnia. Una separazione pericolosa se si pensa che le migliori amicizie si fanno tra i banchi di scuola!

Come dicevo, io sono stata solo una viaggiatrice che al ritorno ha riletto la storia del paese e adesso scrivo per condividere le tappe del  nostro On the Road di 2 giorni in Bosnia-Erzegovina.

TREBINJE , MOSTAR, MEDUGORJE, KRAVICA, MOGORJELO

TREBINJE da Plat sono 40 Km circa

Non era una tappa del nostro giro in Bosnia-Erzegovina, ma superando il confine da Plat, Trebinje è sulla strada per Mostar. Ci passi accanto ed è così, che ci ha invitato a visitarla.

Ne siamo rimasti entusiasti.

Ciò che ti colpisce prima di arrivare, lungo la strada, è la solitudine. Non ci sono molte macchine che circolano. Dal finestrino le colline rocciose si susseguono e poi arriva il verde. Il verde degli alberi bassi, sembra di essere su una di quelle strade nascoste del Sud Italia.

Lungo la stretta statale, ad un certo punto ti trovi a costeggiare le sponde del fiume Trebišnjica che conserva il suo fascino con la presenza dei mulini dal colore ruggine appoggiati sull’acqua. Vieni stordito da una gioco architettonico; il ponte che supera il Trebišnjica, il parco in lontananza ed il lago artificiale dove fare il bagno in estate.

Salta all’occhio che questa modernità è frutto di un progetto urbano recente simbolo di rinascita e di vita di comunità che vuole continuare la sua storia di ospitalità.

Trebinje l’abbiamo esplorata così, senza meta. Abbiamo parcheggiato su Kralja Petra I Oslobodica , e lo dico subito agli amanti dello shopping che è qui che bisogna farsi un giro tra modernità e vetrine dal gusto retrò. Ci siamo poi inoltrati in una delle stradine ad esclusivo passaggio pedonale trovandoci su un’immensa piazza alberata.

Da una parte, della piazza, sotto l’ombra dei castagni, c’è il mercato agricolo che si svolge tutti i giorni, mentre sull’altro lato, sotto i Platani secolari, c’è un infinità di sedie e tavolini.

La Piazza è intitolata alla libertà; è affollatissima.

Leggo che i platani sono stati piantati dagli austroungarici sul vecchio cimitero ottomano. Anche senza avere molta dimestichezza con gli stili architettonici si nota che in questa piazza c’è una contrapposizione tra i bei palazzi in stile austro-ungarico e le antiche mura che custodiscono il nucleo storico denominato Kastel dove ci sono due moschee e le case del periodo ottomano.

La Piazza della Libertà è la piazza dei cittadini di Trebinje. Siamo in estate, in pieno Agosto, in un giorno feriale e sembra che sono tutti in festa.

Passeggiando mi sono accorta che i monumenti hanno il QR CODE. Basta fotografare e leggerne poi la loro storia. Mi piace molto questo modo, semplice e veloce, di far fruire la cultura di un luogo ad un viaggiatore. ( esempio di marketing territoriale)

Leggo  che nel parco cittadino ci sono due statue che rendono omaggio una ad uno poeta e l’altra ad un sacerdote; sembrerebbe che quando tutti sono a casa, a calare della sera, i due cominciano a parlare.

A Trebinje ci siamo fermati per circa 2 ore. Non ci è stato il tempo, né di assaggiare il loro vino VANTRAS, né di vedere le due attrazioni principali che si trovano fuori dal centro : il ponte di Perovic ( Arsianagie) che ha un’interessante storia di annegamento e salvezza e la chiesa ortodossa di Hercegovačka Gračanica in cima alla collina da cui, ho letto, si vede uno splendido panorama su Trebinje. Peccato !

Shopping in Viaggio :Trebinje

  • Арт Шпаиз ( Arte) – Svetozara Ćorovića

Un piccolissimo negozio che si trova nel tunnel per entrare nella città vecchia. un ottimo indirizzo per acquistare qualche souvenir realizzato a mano dal proprietario.

  • Leotar Bakery – in Piazza

Un fornaio con la possibilità di assaggiare qualche rustico o dolce del luogo.

  • Bonatti – Kralja Petra I Oslobodioca

Un negozio dal nome italiano di  biancheria intima con fantasie interessanti e prezzi modici.

Per info http://gotrebinje.com/en/contact-us/   Continua a leggere qui  

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Le foto sono state scattate da me .Non posso essere utilizzate se non dietro autorizzazione.  e-shop su Picfair

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Esther

Sono alla perenne ricerca dell'eccezionale!!! Viaggiatrice da sempre con una "passione" per il marketing. Sempre a caccia di idee. Adoro i marchi "made in local" che fanno un buon advertising . Prima avevo un diario adesso un blog dove traccio ipotetici "Tour & Shop"

Commenti (8)

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    Raffaella

    |

    L’idea dei QR code sui monumenti (o nei pressi dei monumenti) è ottima. Non sai quante volte l’ho proposto nel mio comune per rendere più agevole le visite dei tanti visitatori che arrivano e non trovano cartellonistica. Possibile che lo capiscano solo all’estero e non in Italia?

    Reply

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      Esther

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      Raffaella non mi dici niente di nuovo. In Italia si parla di marketing territoriale ma poi lo si fa fare ai consulenti/conoscenri . Hai mai visto un concorso in amministrazione pubblica in cui le materie richieste sono quelle legate al marketing ? La verità è che spesso sono persone che hanno un backgraund amministrativo e non economico a doversene occupare.
      Comunque a Trebinje è stato un progetto finanziato dalle Comunità Europee, come si vede dal cartello, anche se non ho approfondito il come visto che la BIH non fa parte della Comunità Europea.

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    AnnaLisa

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    Come te non ho mai capito quella guerra, ricordo solo che mio padre rimase fuori un mese, con la protezione civile, solo ed esclusivamente per volontariato, e torno distrutto. Quando poi ho letto il libro della mazzantini ho rivissuto parola per parola I racconti ( quel poco che riusciva a far uscire dalla sua bocca stanca ) di mio padre. Vorrei tanto vedere questi territori, ma c’è sempre qualcosa che alla fine mi fa cambiare idea, e ancora non ho capito cosa mi attrae e cosa mi respinge. Bellissimo articolo, l’ho letto davvero tutto d’un fiato

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      Esther

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      Annalisa quello è stato un brutto periodo anche se noi l’abbiamo visto da lontano. Grazie per le belle parole

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    Lucy

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    Quando c’è stata la guerra io ero alle elementari, quindi nemmeno io per forza di cose mi ponevo domande particolari. Da grande per un po’ di tempo ho studiato slavistica e per me quei luoghi sono diventati di grande interesse. Farsi domande è sempre giusto. Un on the road così però non l’ho mai fatto, mi piacerebbe davvero prima o poi!

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      Esther

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      Lucy la Bosnia è un territorio come tanti che sono ancora in guerra, che dovrebbero farci capire quanto siano inutili.

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    Sabrina

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    Mi sono lasciata conquistare anch’io la scorsa estate da un viaggio on the road lungo i Balcani. È stato finora il viaggio più intenso. Intenso emotivamente. Vedere nei palazzi e percepire dalle parole delle guide locali le ferite della guerra ancora aperte è stato forte. Mai mi sono ritrovata a scoppiare in lacrime durante un viaggio come è successo in Bosnia. Vivo in Friuli Venezia Giulia e pensare che a due passi da qui negli anni 90 la guerra stava devastando interi popoli, mi ha fatto sentire tristemente fortunata. Sarajevo mi ha gelato il sangue per prima, Mostar per seconda. Trebinje purtroppo l’abbiamo mancata e tutt’ora me ne dispiaccio, però il tempo stringeva e dovevamo avviarci sulla strada del ritorno. Sicuramente vorrò tornarci e allora sì che una sosta qui la farò e ripescherò questo tuo articolo 😉

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      Esther

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      Grazie Sabrina per aver condiviso l’emozione di un viaggio che un pò di cambia o per lo meno ci fa riflettere. Io non sono stata a Sarajevo e mi piacerebbe vederla.

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