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Fiè allo Sciliar

Fiè allo Sciliar potrebbe essere uno di quei piccoli paesi di montagna dove ambientare una serie TV o una saga familiare.

All’arrivo mi è sembrato “piccolo” fermo nel tempo come se in un attimo avessi oltrepassato una porta spazio temporale, non sono abituata al silenzio alle strade vuote, ma poi sono bastati pochi giorni per apprezzarne l’intimità e la voce del silenzio che si estende tra i monti.

Fiè allo Sciliar è uno dei 5 paesi che formano il comprensorio dell’Alpe di Siusi e vanta, anche se non si direbbe, una storia secolare.

Oggi tutto sembra svolgersi o nella Piazza della Chiesa o nella rotonda dove c’è la fermata dell’autobus e l’ufficio del turismo.

Il centro storico, completamente pedonale, è un gioiellino. Le case antiche rintonacate di bianco con gli infissi di legno colorati sono a contrasto con le sfumature grigio verdi dell’altopiano dello Sciliar che inevitabilmente fanno da contorno.

Al centro della piazza una antica vasca di raccolta dell’acqua di sorgente, la chiesetta dedicata a Santa Maria Assunta con il suo stile tardo gotico e il campanile a cipolla, il piccolo cimitero dove le tombe sono così curate da farti capire quanto gli abitanti di Fiè hanno capito che la morte e qualcosa che appartiene alla vita. Di fronte alla fontana la locanda la “Croce Bianca”.

La locanda è viva a tutte le ore del giorno. È il ritrovo sia per gli autoctoni che per turisti, ci si può rilassare al bar dove è possibile sfogliare i quotidiani di giornata come “L’Adige” o prenotare un tavolo per cena e assaggiare una zuppa buonissima preparata dal marito della proprietaria .

Fiè allo Sciliar ti entra nel cuore

Dopo pochi giorni di permanenza cominci a riconoscere gli abitanti del paese. Ti salutano cordialmente , lo fanno in tedesco, Guten Morgen per loro è automatico, tu rispondi Buongiorno e allora cambiano registro. Ti chiedono da dove vieni e si scusano perché l’Italiano non lo parlano in maniera fluente.  Sono persone genuine, grandi lavoratori e con la voglia di superare quella invisibile barriera iniziale. Magari sapessi parlare il tedesco non fluente anch’io !

Fiè allo Sciliar è una vera scoperta, può essere definita l’Apri Vista sull’Alpe di Siusi.

È il luogo ideale da cui partire per fare le mille escursioni nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio o semplicemente e dove andare per rigenerarsi facendo i tradizionali  bagni nel fieno e sperimentare se lo slogan pubblicitario : Fiè allo Sciliar è un Luogo di cura” è veritiero.

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Cinque giorni a Fiè allo Sciliar non sono sufficienti per stancarti o rilassarti sulle montagne, perché vorresti fare tutti i sentieri segnati sulla mappa messa a disposizione dell’ufficio del turismo, vorresti visitare tutti i MASI e le MALGHE che incontri per conoscere gli altoatesini ed assaggiare tutte le varianti di strudel o semplicemente fare continui spuntini degustando speck con formaggio e cetrioli sottoaceto accompagnati dai schüttelbrot ( crostini di segale).

Il primo giorno affrontiamo il sentiero N.6 che poi diventa il sentiero N.3 che dal centro di Fiè ci conduce al Castello di Presule ( in tedesco Castel Prosels).

Il sentiero parte dal centro del paese e la direzione da seguire è Fiè di Sopra. Si inizia oltrepassando la scenografica PORTA, posta a lato dell’antico e lussuoso albergo “Rose-Wenter”.

  • La parola “PORTA” è una denominazione toponomastica pre-tedesca e quindi tale nome testimonia l’esistenza di un antico impianto di PORTE che è documentato già nel 1302

Superata la PORTA si seguono le indicazioni imboccando il sentiero sulla sinistra. Il percorso è semplice, stradina sterrata, un po’ di sali e scendi che permette di vedere a tratti la vallata , si cammina con il colore del verde negli occhi e con la vista su Fiè.

Castello di Presule

Il Castello di Presule viene documentato per la prima volta nel 1279, è stato costruito dai Signori di Fiè, funzionari ministeriali del vescovo di Bressanone ed è stato castello residenziale, rifugio ma anche tribunale.

È possibile visitarlo seguendo la guida ad orari stabiliti, ma noi preferiamo fare “marenda altoatesina” al piccolo bistrot sotto le mura.

Il Castello di Presule che oggi ospita concerti di band altoatesine ( segnatevi Rooftop acoustic – Jimi Henndreck – Shanti Powa ) è stato il palcoscenico di due “processi per stregoneria” che portarono , nel 1506 e nel 1510, al rogo di nove donne.

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All’epoca Leonhard von Völs, proprietario del castello, interpretava i riti propiziatori del cristianesimo a modo suo. Credeva, per ignoranza e pregiudizio, che la distruzione dei raccolti fosse opera delle streghe. Credeva che erano capaci, non solo di  volare sullo Sciliar con delle scope, ma di evocare tempeste e malessere nei villaggi sottostanti.

Gli atti del processi di stregoneria che si sono tenuti al Castello di Presule sono conservati nel Museo Nazionale di Innsbruck.

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Oggi, a Fiè allo Sciliar, la storia si intreccia con la leggenda. Si esorcizza l’ignoranza dell’epoca con la cultura moderna utilizzando il fatto come elemento di folklore che fa da spalla al marketing territoriale . La comunicazione locale pubblicizza la salita sul Monte Bullaccia – 2.174 m – proponendo il percorso sul sentiero denominato “ Le panche delle streghe di Bullaccia” proprio per tramandare il tragico evento.

Si Narra che lì dove si trovano le “sedie” di pietra sul Monte Bullaccia le streghe si riunivano per fare i loro riti propiziatori. La gente di queste montagne racconta che ancora oggi le streghe si siedono su queste panche per preparare tempeste violenti capaci di distruggere i raccolti. Se alle prime avvisaglie si suonano  le campane allora le nuvole si diradano e il pericolo sarà scampato. Inoltre pare che, ancora oggi, le streghe, volino sull’altopiano dello Sciliar a cavallo delle loro scope ogni primo giovedì del mese .

Siusi allo Sciliar

Dopo la tappa al Castello di Presule, nel tardo pomeriggio, con l’autobus N.176 raggiungiamo Siusi allo Sciliar . Un paesino più vivace di Fiè, perché base degli impianti di risalita e di tutte le altre attività legate alla montagna.

Volevamo arrivare alla chiesetta di San Valentino, iconica e fotografata su molte guide viaggio, ma il cielo ha cominciato a minacciare e così abbiamo preferito confrontare la mappa dello Shopping Guide, datami all’Ufficio del turismo, con le insegne reali.

A dire il vero gli unici negozi sono quelli essenziali o quelli che vendono attrezzature sportive però due soste sono da consigliare:

Shopping MADE IN LOCAL : Siusi allo Sciliar

Invitante pasticceria e gelateria a pochi metri dalla stazione degli autobus. Lo strudel può essere scelto o con la pasta sfoglia o con la pasta frolla ed è veramente buono.

  • ABC TABACCHI Via Laurino, 2

Non è solo un tabaccaio ma è anche una cartoleria, una libreria, un negozio di giocattoli e di souvenir. È il classico negozio dove si “vende tutto”, punto di riferimento per autoctoni. C’è un via vai continuo e i proprietari conoscono tutti. E un luogo in cui si parla prevalentemente tedesco, ma la tradizione delle piccoli negozi è quella caratteristica dei paesini di tutta Italia dal Nord al Sud. Se volete un souvenir made in local; il sapone fatto con il latte di mucca venduto senza confezione.

Siusi, a mio parere, ha meno fascino di Fiè, è troppo turistica e non conserva un nucleo storico se non qualche accenno guardando alcuni edifici trasformati in alberghi. Una bella foto da fare è alla chiesa di Santa Croce  con alle spalle lo Sciliar.

L’interno della Chiesa di Santa Croce è in stile moderno. È molto diversa dalle altre chiese costruite in queste montagne. Guardandola velocemente sembra anonima, ma in realtà il soffitto a doghe ha un significato ben preciso.

La chiesta è stata progettata dall’architetto Marius Amonn nel 1937, ma è stata ultimata solo nel 1968. Il soffitto, se si osserva bene, richiama la carena di una nave capovolta. L’architetto ha voluto fare un riferimento all’ Arca di Noè , ma ha capovolto l’interpretazione della salvezza . Durante il Diluvio Universale fu con l’Arca che Noè portò alla salvezza tutti gli esseri viventi, oggi il salvatore è solo Dio.

Alpe Di Siusi

Il secondo giorno lo affrontiamo da veri amanti della montagna. Andiamo a vedere lo Sciliar da vicino – 2.450 m – Da Fiè  saliamo con l’auto a Compaccio – 1850 metri d’altezza –   prima delle 9:00 in modo da evitare l’impianto di risalita.

Arrivati in cima siamo sull’altopiano più grande d’Europa che appunto è denominato Alpe di Siusi, che si apre come un anfiteatro con dietro le cime delle Dolomiti.

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Da Compaccio non bisogna fare altro che decidere quale sentiero percorrere in base al tempo a disposizione e alla preparazione fisica. Noi Iniziamo con il sentiero N.7 in direzione PANORAMA e poi facciamo una bellissima passeggiata, in pieno sole, camminando sulle passerelle in mezzo ai prati guardando lo Sciliar.

Lassù, la prima volta, ciò che colpisce sono i colori . Tutto è più chiaro c’è un paradiso fiorito di una flora variegatissima che ti riempie dentro mettendoti in pace.

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Altro sentiero semplice è il N.30. Questo sentiero che attraversa l’Alpe di Siusi è dedicato alla coppia Paula Wiesinger e Hans Steger. Sono stati sciatori e alpinisti, e per primi crearono una fondazione che aveva lo scopo di promuovere L’Alpe di Siusi come un area naturale protetta e trasformarono il Rifugio Dellai in un hotel.

Laghetto di Fiè

Il terzo giorno noi lo dedichiamo alla città di Bolzano, ma i miei nipoti percorrono il Sentiero dei 7 stagni.

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Gli stagni, all’inizio, si sono formati naturalmente data la struttura del terreno, ma successivamente sono stati allargati e utilizzati per l’allevamento di pesci di acqua dolce.

Uno di questi stagni oggi è Il rinomato Laghetto di Fiè che ha ottenuto cinque vele da Legambiente e Touring Club per le sue acque limpide.

Shopping made in local : Fiè allo Sciliar

  • PARTCHILLERHOF  Novale Di Fiè , 17 – www.partschillerhof.it

Io ho provato la Marmellata al lampone. Buonissima .

  • WALLNOEFERwww.goldschmiede-wallnoefer.com

Il negozio è al centro del paese . Ha dei gioielli molto originali e la signora li forgia direttamente nel retrobottega. Lo stile è molto minimal, ma veramente di gusto elegante.

  • MITTERSTIELER – Via Miol, 2 – www.mitterstieler.eu/it/

Questo è l’albergo dove abbiamo alloggiato. Una struttura moderna e pulitissima a conduzione familiare, con un’ottima colazione sia salata che dolce. Helmuth e sua moglie sono veramente accoglienti.

Per informazioni aggiornate c’è il magazine ALPE

To be continue …

Il quarto giorno è domenica. Ci svegliamo con il brutto tempo. Non si può salire sui monti e così decidiamo di andare a Bressanone e anche il famoso Borgo di Castelrotto. ( racconterò successivamente)

Il quinto giorno siamo partiti in direzione Merano lasciamo Fiè con la promessa di ritornare.

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Esther

Sono alla perenne ricerca dell'eccezionale!!! Viaggiatrice da sempre con una "passione" per il marketing. Sempre a caccia di idee. Adoro i marchi "made in local" che fanno un buon advertising . Prima avevo un diario adesso un blog dove traccio ipotetici "Tour & Shop"

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