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Quello del M.A.D.R.E era un logo o già rappresentava un modo di essere?

Il restyling del logo del Museo di Arte contemporanea Donna Regina di Napoli ha scatenato polemiche nel mondo dei grafici.

Provo a mettere nero su bianco alcune mie riflessioni. Credo che le discussioni fatte, sulle scelte grafiche ed i costi sostenuti, fanno perdere di vista gli obiettivi e la funzionalità di un museo di arte contemporanea ed oscurano le funzioni di marketing e di vendita che devono sempre esserci alla base di un lavoro del genere.

Perché la decisione di cambiare il proprio logo?

Molte grandi aziende, in vista di grossi progetti, decidono di comunicare il cambio di rotta al proprio mercato con il restyling del proprio logo. Si sa che il cambiamento visivo viene associato immediatamente ad un cambiamento strutturale. Ma spesso questa scelta, anche quando è obbligata, deve essere fatta con una indagine preventiva sul campo senza ignorare pareri e reazioni dei consumatori che potrebbero percepire il cambiamento in maniera negativa anziché positiva ed allontanarsi. ( Un esempio positivo che prepara al cambiamento e il video di dare.change)

Perché un museo decide di cambiare il suo segno distintivo? Si può paragonare il modo d’agire di un museo con quello di un’azienda privata?

Un museo anche se ricopre la funzione di promuovere e diffondere la cultura è, in fondo, un contenitore di merce di grande valore, che richiede operazioni manageriali affinché le opere d’arte siano opportunamente maneggiate per generare ricchezza economica .

Gli spazi di un museo, inoltre, devono essere considerati alla stregua degli altri mezzi di comunicazione pubblicitaria, che la Regione ha a disposizione per incrementare il turismo e il mercato dell’arte. Quindi la risposta è sì: un museo, per vivere, deve operare come un’azienda.

Un museo di arte contemporanea che nasce a Napoli , luogo di testimonianze storiche, quali bisogni del visitatore deve soddisfare ?

Mi viene in mente il dialogo con una guida turistica che, davanti ad un palazzo storico di Napoli, ha detto : “le bellezze di Napoli si vedono semplicemente passeggiando; Per vedere l’arte contemporanea ?  Ci sono i musei”.  Ecco il bisogno .

Il MADRE viene inaugurato a giugno 2005 con un progetto ambizioso e con la presenza di opere e di artisti eccellenti. Non decolla ed in questi anni il museo non fa registrare gli incassi e la frequenza di pubblico attesa.

Perché gli obiettivi non sono stati raggiunti ?

A mio avviso l’errore commesso è stato di ripartire senza dare una risposta a questa domanda. Bisognava annunciare  il cambiamento, dicendo che sarebbe stato supportato da una nuova veste visiva e spiegare il perché della scelta. Un qualsiasi museo, quale entità pubblica, ha la necessità di instaurare un rapporto di fiducia con i cittadini ed informare loro delle operazioni che si andranno a fare per incrementare la frequenza dei visitatori nel museo. Questi sono i veri cambiamenti che incoraggiano e che fanno ben sperare.

Quello del MADRE era un logo o già rappresentava un modo di essere?

Questa è la grafica del logo prima e dopo il restyling.

prima e dopo logo museo madre

La versione precedente faceva intuire l’anagramma delle parole “ Museo d’Arte Donna REgina “. Quello nuovo, presentato come minimalista , confonde .

Gli studi ci insegnano che un brand ha un’evoluzione nel tempo.

Un’attività produttiva parte con un Logo che identifica la proprietà, diventa successivamente un Marchio che rappresenta un sigillo di garanzia; poi se la gente /il mercato/ i visitatori si riconoscono in quel prodotto, ecco nascere la Marca.

Forse il vero problema del Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina è che, a 8 anni dalla nascita, deve fare il passo successivo verso il Marchio. Un’analisi di mercato , una pubblicità targettizzata per coinvolgere i cittadini . Proporre mostre o collezioni come se fossero un’occasione per approfondire temi che portano a riflettere su un arte che francamente in pochi, e mi ci metto anch’io, capiscono.

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Esther

Sono alla perenne ricerca dell'eccezionale!!! Viaggiatrice da sempre con una "passione" per il marketing. Sempre a caccia di idee. Adoro i marchi "made in local" che fanno un buon advertising . Prima avevo un diario adesso un blog dove traccio ipotetici "Tour & Shop"

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