Fabriano culla creativa fatta di carta e travertino

Arrivare a Fabriano da Numana sono circa 90 Km di strada quasi tutta statale con limiti di velocità che cambiano ogni 10 Km ! OCCHIO ai rilevatori ;-( io chissà se l’ho scampata ?

Il nome di questa piccola cittadina l’ho sempre associato ai fogli A4 per disegnare e alle meravigliose agende da comprare per annotarci appuntamenti, pensieri e parole.

Lo devo ammettere: ho messo Fabriano nella lista “da vedere”, dopo aver visto alla TV la serie televisiva ” Che Dio ci aiuti “.

L’obiettivo era di vedere da vicino i magnifici palazzi di tavertino e le stradine del centro storico di Fabriano.

Da Numana, io e l’inglesino, abbiamo puntato il navigatore direttamente al Museo della Carta e della Filigrana.  Non volevamo perderci la visita guidata prevista alle ore 11.30

La “visita esperenziale” nel museo , allestito nell’ex Convento di San Domenico, è consigliatissima. Anche senza bambini. Ad accompagnarci, nelle varie stanze del museo, un fabrianese DOC molto simpatico che, con forte accento marchigiano, ci ha raccontato e mostrato le fasi di lavorazione della carta, dall’origine ai giorni nostri.

Ciò che colpisce della storia, che ha reso famosa la cartiera di Fabriano, è scoprire l’impronta creativa dei fabrianesi che non hanno inventato la carta, ma hanno reso innovativo i vari passaggi della lavorazione.

Oggi Fabriano detiene il titolo di “città creativa”. Titolo che l’UNESCO ha riconosciuto ai mastri cartai che hanno in questa cittadina saputo utilizzare al meglio le acque del fiume Giano.

TRE sono le invenzioni che hanno reso famosa la carta fabriano in tutto il mondo :

  1.  – La PILA IDRAULICA A MAGLI che serviva per sminuzzare gli stracci, capace di lavorare 24h su 24h grazie all’utilizzo dei mulini;
  2.  – La  COLLATURA A GELATINA ANIMALE che rendeva la carta adatta alla scrittura ;
  3.  – La FILIGRANA che ha permesso di personalizzare la carta. La creazione di un vero e proprio marchio di fabbrica. Si vedeva solo in controluce e che non poteva essere riprodotto.

Una straordinaria scoperta, precursore di un’attività moderna che permette ancora oggi di far vivere la cartiera e di diversificare l’attività con l’ulteriore produzione di cartamoneta.

Gli ultimi 20 minuti della visita sono dedicati alla cartamoneta, alla sua creazione ed al  fantastico mondo dei disegni in chiaro scuro che rendono quello delle monete un mondo aperto ad artisti superqualificati.

Non manca la teca con i falsi d’autore e l’immancabile storia legata a qualche falsario napoletano:

“Abbiate pazienza siamo un popolo FANTASIOSO e poi senza di noi ci sarebbero meno storie da raccontare 😉 “

Anche Totò e Peppino sono presenti nel museo, ricordati con le immagini del loro film “La banda degli onesti” . Uno dei tantissimi film dove Totò, ancora una volta, racconta una realtà anticipandone i tempi . E’ STATO UN GRANDE.

“Ribadisco il consiglio di non saltare la visita al museo .
Non solo si impara il processo di evoluzione della carta, ma si capisce dalla foga con cui ti viene raccontata la storia, l’amore, che la guida, a tratti ironico a tratti fiero, ti vuole trasmettere.
Si percepisce il lavoro di artigiano e l’orgoglio di appartenere ad una comunità ricca di storia.
Artigiani capaci di custodire segreti che si tramandano da generazioni in generazioni.
Nel racconto la caparbietà di voler far comprendere.
Anche in un mondo tecnologico dove i supporti di scrittura o lettura sono vari , non necessariamente debbano sopprimere quelli tradizionali, ma possono continuare a vivere e convivere, in un mondo che accetta sempre di più le differenze e lascia all’uomo di scegliere, di volta in volta, quale mezzo utilizzare per esprimersi. “

All’uscita del museo si è fatta ora di pranzo e, consigliati dalla guida, ci sediamo al Bistrot L’Angoletto – Piazza Quintino Sella. E’ affollato ma per fortuna c’è ancora un tavolo per noi, inizia a piovere.

Assaggiamo le PINCINELLE (pasta fatta in casa con acqua e pane). Io con melanzane e menta, l’inglesino, quelle alle zucchine con salame. Tutto accompagnato con la Crescia integrale. Ottimo.

Rifocillati, si prosegue per un giro al centro storico e per fortuna esce di nuovo il sole. Peccato che siamo in pieno pomeriggio, è tutto chiuso e pochissime persone in giro .

Ci godiamo la città e i suoi palazzi storici.

Arriviamo nel cuore di Fabriano. Nella Piazza del Comune a forma triangolare dove c’è il Loggiato di San Francesco ripreso tante volte nella serie televisiva.

La fontana chiamata “Sturinalto” per il getto verso l’alto. Il magnifico Palazzo del Podestà che, a differenza dei palazzi circostanti, è a pietra bianca ed ha il caratteristico arco “a ponte” dove un tempo passava il fiume cittadino. L’arco è alto ben 11,70 metri e si intravedono frammenti di pittura risalenti al 1300.

Percorrendo  Corso della Repubblica intravediamo,purtroppo solo dalla vetrina,  una delle farmacie storiche più importanti d’ Italia. All’interno, ci sono dei meravigliosi intagli nel legno che narrano le scoperte in campo medico e poi si intravedono i vasi in ceramica per conservare le erbe realizzate da Richard Ginori.

Continuiamo il nostro giro.

Arriviamo alla Pinacoteca. Dove scopriamo che, da qualche anno, all’interno, c’è una sezione dedicata all’arte contemporanea.

Le opere d’arte sono state donate da Ester Merloni,l’imprenditrice cittadina di Fabriano,famosa in tutto il mondo per le sue cucine.

Venire a Fabriano è stato come rileggere concetti di storia, di artigianato, di operosità, di tradizioni e d’industria.

Concetti antichi che oggi più che mai rappresentano il “Valore Aggiunto” non solo per queste zone ma per tutta l’Italia . Che meraviglia !


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Le foto sono state scattate da me. Non posso essere utilizzate se non dietro autorizzazione.

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Esther

Sono alla perenne ricerca dell'eccezionale!!! Viaggiatrice da sempre con una "passione" per il marketing. Sempre a caccia di idee. Adoro i marchi "made in local" che fanno un buon advertising . Prima avevo un diario adesso un blog dove traccio ipotetici "Tour & Shop"

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